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VIAGGIO NELLE STORIA DELLA CULTURA SANITARIA DELLA CITTA'

Accanto alle nuove proposte di sviluppo ospedaliero alla periferia della città, nell'ASL Napoli 1 esiste una antica rete ospedaliera che risale al vicereame spagnolo e fiorisce sotto la dinastia dei Borbone.  In effetti la topografia della Napoli antica rientra completamente nell'ambito territoriale dell'ASL Napoli 1.  Alcuni ospizi, lazzaretti ed ospedali storici sono scomparsi e ne è stata persa la memoria topografica; di altri ancora si intuisce l'esistenza :  ruderi accanto alle tante belle chiese disseminate nella città (S. Eligio,  S. Nicola della Carità, S. Angelo a Nido, S. Giacomo, S. Maria della Pace, la Cesarea, S. Maria della Fede, etc).   Molti ospedali della rete di assistenza sanitaria, istituita da Don Pedro di Toledo, sono ancora attivi e rappresentano tutt'oggi parte della rete assistenziale di Napoli; essi sono collocati per lo più in quartieri popolosi del centro storico, di cui rappresentano da sempre il riferimento sanitario.  Gli "Incurabili",  "l'Annunziata", l'ospedale di "S. Gennaro extramoenia" ed i "Pellegrini" furono rinomati in tutta Europa come si evince dalle testimonianze di colti viaggiatori dell'epoca che lodavano la loro efficienza assistenziale e la validità dei loro rigorosi statuti.

Alcuni di questi ospedali furono ospedali di formazione e di alta specializzazione, come il Collegio Medico-Cerusico degli Incurabili, vero cenacolo illuministico, con sede nel proto-ospedale del Regno delle Due Sicilie: S.M. del Popolo degli Incurabili.

Il collegio, autonomo dal potere universitario ma sottoposto a rigide regole ecclesiastiche, annoverò tra i suoi maestri ed allievi i medici più illuminati del Mezzogiorno.  Molti di essi parteciparono ai turbolenti eventi della Repubblica Napoletana e pagarono sulle forche, come Domenico Cirillo, la fede negli ideali sociali e di libertà, legati al loro stesso credo professionale.    In questi ospedali fiorirono maestri ed intelligenze dello stampo di Cotugno, Sarcone, Amantea, Chiari, Santoro, Boccanera, Scotti e de Horatiis.  I loro libri, gli articoli scientifici conservati nelle antiche biblioteche e negli archivi ospedalieri, ci sorprendono per l'accuratezza delle osservazioni, l'intuizione clinica, l'audacia degli interventi e l'attenzione ai risultati.  In ciò la Scuola Napoletana fu pari alla cultura medica dei migliori stati europei, nonostante gli esigui riconoscimenti nella memoria storica del nostro paese.   

Benefattori e religiosi prestarono la loro opera in questi che furono soprattutto "ospedali della carità".   In queste vecchie corsie si mostrò il flagello delle epidemie di peste, colera e tifo che periodicamente e drammaticamente hanno fatto parte della storia sanitaria della città.  L'equilibrio e la moderazione nell'esercizio professionale, insieme al rispetto dell'autentica tradizione ippocratica, furono la connotazione della Scuola Medica Napoletana.

L'empirismo di Marco Aurelio Severino e l'observatio di Domenico Cotugno, partoriranno una sintesi equilibrata  tra il medico fisico, teorico, ed il barbiere cerusico, vera figura illuministica di artigiano del corpo.

Sotto l'astro dei Borbone il XIX secolo affermerà la modernità della medicina come professione e la validità di una rete ospedaliera ove esercitarono l'arte di guarire medici che per umiltà, rigore, moderazione ed intuito meritarono il nome di scuola.

Compito precipuo di una ASL è certamente quello di fornire assistenza corretta all'utenza, tuttavia la riflessione sulla memoria storica è patrimonio culturale vero della città e della società.  Ecco perché un' azienda sanitaria si è sforzata di conservare in questi antichi ospedali le corsie ed i luoghi della memoria, affiancandole le nuove strutture idonee alla tecnologia dei tempi e all'ospedale del futuro.  D'altro canto è tipico della stratificazione urbanistico della nostra città l'uso di prestigiose strutture antiche come sede di strutture funzionali adatte ai tempi.  La commistione tra nuovo e antico, tra vecchie corsie ed ospedale moderno, ha creato non poche difficoltà agli operatori sanitari ed alla programmazione ed adeguamento tecnologico.  Così anche questi luoghi che rappresentano una tappa fondamentale nella storia del cammino della scienza medica divengono un autentico laboratorio sperimentale per ingegneri, urbanisti, direttori sanitari ed operatori tecnici.   Coniugare la bellezza delle antiche strutture con le esigenze del management aziendale è una delle sfide che l'ASL Napoli 1 è chiamata ad affrontare quotidianamente per poter soddisfare le esigenze sanitarie e culturali dell'ampio e popoloso centro storico cittadino.

Gennaro Rispoli

Dir. Chirurgia gen. Ospedale Ascalesi



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