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Consenso Informato

 

Il consenso informato esprime la volontà del paziente che autorizza gli operatori sanitari all'effettuazione di un trattamento sanitario per il quale è stato in precedenza informato.
Esso trova i suoi principali riferimenti normativi nella Costituzione (artt. 13 e 32), nel Codice Penale (artt. 50 e 54), nel Codice Civile (art. 5), nelle leggi di riforma sanitaria, nonché nel codice deontologico della professione medico chirurgica (artt. 30,31,32,33,34,35) e rappresenta un diritto per il paziente ed un dovere per chi ha in cura l'ammalato.

Ogni atto di cura non può avvenire senza che vi sia una relazione diretta con l'assistito. Il consenso informato costituisce lo strumento per il coinvolgimento attivo della persona che partecipa in questo modo alle decisioni sulla sua salute.
Il consenso può esprimersi in forma scritta, compilando un apposito modulo, oppure verbalmente, ma sempre dopo avvenuta informazione, in modo dettagliata, sufficiente e chiara su tutti gli aspetti relativi ad un trattamento:
E' richiesto il consenso anche in altri casi: quando si dona o si riceve sangue;
se il paziente partecipa alla sperimentazione di un farmaco; se si effettua il trapianto di rene tra viventi; se si compiono accertamenti di un'infezione da HIV; se si procede alla procreazione medicalmente assistita; se si sceglie un'interruzione volontaria della gravidanza.

Il consenso informato si ritiene valido:

  • quando è espresso personalmente dall'interessato o dal rappresentante legale;
  • quando in caso di minori è espresso in modo congiunto da entrambi i genitori (solo nei casi urgenti è previsto per uno solo dei genitori);
  • quando è specifico per il singolo trattamento.

 

Il medico essendo tenuto a fornire al paziente tutte le informazioni relative ai trattamenti, laddove l'assistito sia straniero oppure altre situazioni ostacolino una normale comunicazione, può avvalersi dell'aiuto di interpreti o altro personale specialistico per fornire tali informazioni. Le modalità dell'informazione devono essere adattate alle caratteristiche psicofisiche del paziente, usando prudenza nel comunicare, evitando terminologie traumatizzanti, lasciando comunque spazio alla speranza.

Anche per il rilascio di informazioni da parte dei medici sullo stato di salute il paziente deve fornire il proprio consenso.
La documentazione relativa alla dovuta informazione, insieme al modulo di consenso compilato e firmato vanno conservati nella cartella clinica, in caso di ricovero ospedaliero, in quella ambulatoriale se trattasi di prestazione ambulatoriale.
L'assistito può sempre revocare il consenso informato in qualsiasi momento ed il medico, dopo averlo informato dei rischi a cui va incontro, è tenuto ad adeguarsi alla volontà del paziente.



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